EUROPEI PARALIMPICI DI BERLINO: BILANCIO POSITIVO PER EMANUELE DI MARINO

Con la finale dei 100m di domenica 26, si è concluso l’impegno europeo di Emanuele Di Marino, l’atleta paralimpico della “Coppia dei sogni”. Nonostante una discutibile categorizzazione delle disabilità che lo ha fortemente penalizzato, il suo bilancio si può dire comunque positivo: un argento nella staffetta 4X100m e due finali conquistate nei 100 e 200m piani.

La medaglia è arrivata nella gara che, per voce degli stessi interpreti, rappresenta la quint’essenza dell’atletica, quella che esalta il gruppo: Emanuele Di Marino, partito in prima frazione, Riccardo Bagaini, Simone Manigrasso, Andrea Lanfri hanno fatto una grande gara, votata tutta all’attacco, ed hanno confermato quanto di buono mostrato ai Mondiali di Londra dello scorso anno. 44’17’’ è il tempo che ha portato gli Azzurri sul secondo gradino del podio dietro l’imprendibile squadra tedesca.

“La staffetta è stata la gara più bella perché figlia di un lavoro di squadra. Siamo contenti di aver confermato l’argento iridato del 2017 nonostante il tempo non sia stato dei migliori. Freddo e vento contrario ci hanno un po’ penalizzati, ma poco importa: alla fine in queste competizioni conta aggiudicarsi la medaglia più che il migliorare il cronometro”.

La felicità per l’argento nella staffetta non è però l’unico sentimento che il salernitano (campione italiano in carica nei 100m e 200m C. T44) ha inteso condividere al termine della manifestazione. Nelle sue parole c’è anche tanto rammarico per i risultati delle prove individuali nei 100 e nei 200m, gare che da quest’anno l’IPC ha deciso di svolgere accorpando disabili con malformazioni congenite, come Emanuele, a atleti amputati che possono usufruire dell’ausilio delle protesi in fibra di carbonio.

“Malgrado sia felice per il podio, che ovviamente dedico al piccolo in arrivo, questo Europeo mi lascia purtroppo molto amaro in bocca perché se non avessimo avuto le categorie accorpate, con le performance che ho raggiunto avrei portato a casa due medaglie d’oro! In particolare, la mia prima gara a Berlino, i 200m, per me è stata molto difficile, approcciata male anche a livello mentale: prima l’illusione di poter gareggiare separatamente, poi la conferma dell’accorpamento delle categorie (T44, T62 e T64 n.d.r.) ha giocato un brutto scherzo durante tutta la preparazione”.

Emanuele di Marino ha dovuto anche fronteggiare il riacutizzarsi di un recente infortunio: le condizioni climatiche complicate si sono sommate a un forte dolore al gluteo dovuto, mettendolo a dura prova.

“In tutte le gare c’è stato vento contrario ma nei 100m in particolare, la mia terza finale consecutiva, è stato davvero molto forte. La mia partecipazione alla gara è stata a rischio fino all’ultimo perché purtroppo ho risentito del problema al gluteo avuto agli Italiani di Nembro. Lo staff medico della Nazionale, il professor Combi e il dottor Perticarini mi sono stati molto vicini e mi hanno permesso di gareggiare. Alla fine della gara sono arrivato in ginocchio, ma ci sono arrivato e questo è grazie a loro che mi hanno assistito durante tutta la settimana”.

Conclusa la competizione europea, principale obiettivo della stagione, ora l’attenzione di Emanuele Di Marino si può finalmente concentrare per intero sulla moglie Arjola, campionessa del mondo nel lungo C. T11, assente dalla competizione di Berlino perché in attesa del loro primogenito. A giorni per la “Coppia dei sogni” è prevista la conquista di una nuova medaglia.